Quali prodotti usare per una barba perfetta?

C’è stato un tempo, nemmeno troppo lontano, nel quale la barba – di qualsiasi lunghezza fosse – era considerata indice di trasandatezza, un sinonimo di scarsa cura personale e di un’indole ribelle, poco incline a seguire le regole. In poche parole era vista negativamente, portatrice di valori poco desiderabili. Con lentezza ma in modo inesorabile, complice un revival del fenomeno hipster, la barba è invece stata “sdoganata” diventando quasi un must!

Forse tra i primi ad esibirla con una certa continuità e maggiore disinvoltura sono stati i calciatori, ma col tempo si sono accodati presentatori, divi del cinema, persino giornalisti, e naturalmente riviste, passerelle e blog di moda sono diventati un florilegio di uomini che si presentano con una barba più o meno lunga, più o meno folta, sempre più spesso però curatissima, modellata ed in grado di assurgere a elemento compositivo del look senza se e senza ma.

La barba… prima che diventasse mainstream!

Ben prima che la barba tornasse ad essere così mainstream esisteva una “sacca” di resistenti i quali la sfoggiavano con convinzione e come parte integrante del proprio stile di vita e di essere. A loro si è sempre rivolto un marchio storico della dermocosmesi italiana come Proraso, che si ritrova a vivere oggi un momento di grandi fortune proprio per la cresciuta domanda di prodotti da barba in un settore che a livello globale conosce soprattutto gli articoli di matrice british ma che richiede con insistenza un know-how che sia Made in Italy.
Sono sorte un po’ ovunque in Italia, oppure sono rinate a nuova vita, botteghe e shop ma soprattutto barberie di eccellenza nelle quali un mestiere che stava rischiando l’estinzione si è invece rinnovato e rigenerato.

Il rito dell’accurata rasatura è tornato prepotentemente al centro delle attenzioni e del desiderio tutto maschile di concedersi attimi di benessere: cosa ha fatto Proraso per non perdere l’occasione? Si è proposto con convinzione dei propri mezzi, forte di una lunghissima tradizione che – come laboratorio di prodotti da barba – va avanti sin dal 1948, il che gli ha permesso di diventare partner di eccellenza proprio delle barberie, anche al di fuori dell’Italia, ed i suoi testimonial non sono né divi né star ma tutti quei barbieri professionisti che scelgono i prodotti specifici pre e post rasatura, uomini comuni che diventano del tutto credibili quando mettono la propria faccia al servizio di una campagna.

Gli shop di barberia sono così assurti al ruolo di partner dichiarati dell’azienda toscana senza la necessità di contratti “forzati” come certe sponsorizzazioni così artificiose cui siamo abituati, nessuno meglio di loro può sapere cosa davvero serva per curare ogni diverso tipo di barba ed il rapporto simbiotico e di scambio è del tutto naturale.

Accademia Proraso-Scuola di barberia

L’Accademia Proraso-Scuola di barberia è un progetto che rappresenta una evoluzione venuta quasi da sé, seguendo un processo spontaneo che oggi effettua formazione ed aggiornamento e ottiene massima diffusione attraverso dei testimonial genuini e del tutto autentici come sono sempre stati nei 70 anni di vita dell’azienda.
L’unico cambiamento riguarda proprio la comunicazione, oggi sfruttata per offrire visibilità ad una antica arte ed a una linea di prodotti di eccellenza completissima. Sono proprio i barbieri a comparire nelle campagne o a presenziare a eventi e fiere del settore cosmetico, Proraso sa benissimo di essere coinvolta in una moda ma non vuol essere un prodotto di moda, perché aspira semplicemente alla concretezza, al proporsi con una gamma insostituibile per questo rito di benessere.

I numeri danno ragione a questa politica: con la barba tornata così di tendenza, il fatturato continua a crescere con un giro d’affari in ascesa non solo in Italia ma anche all’estero. L’export rappresenta il 20%, e paesi quali gli Stati Uniti, il Canada ma anche Francia e Germania dimostrano tutto il loro apprezzamento nei confronti di un brand che non vuole essere di culto, ma che partecipa con schiettezza immediata a ciò che di culto è diventato.

 

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